Corsa mon amour

Buongiorno a tutti e bentornati su Bellezza sostenibile.

Oggi voglio dedicare questo post a una delle mie passioni più grandi, la corsa. E nel farlo non mi esprimerò dando consigli tecnici o stilando tabelle di allenamento che non potrei nemmeno fare visto che non sono  una professionista del settore, ma vi racconterò la mia personale esperienza, sperando che sia di stimolo soprattutto per le persone più reticenti nei confronti di questo sport meraviglioso. Non ricordo quando esattamente mi approcciai per la prima volta alla corsa, probabilmente erano i tempi della scuola. Ricordo che allora questo sport non mi piaceva per niente, soprattutto perché quando ero una ragazzina, (non che ora sia vecchia eh!),  il mio habitat naturale era l’acqua. Mi dilettavo in piscina, anche con buoni risultati, quindi per me la corsa non era altro che un allenamento ulteriore finalizzato alla preparazione atletica nell’ambito del nuoto.

Poi con la maggiore età o poco prima, appesi il “costume” al chiodo e decisi di mantenermi “in forma” con l’allenamento in palestra. Mai scelta fu più sbagliata…avevo già un fisico massiccio per via del nuoto e della palestra appunto, e sostituire l’allenamento in vasca con quello in sala pesi non fu di certo la scelta più azzeccata.

Passarono diversi anni fino a che, spinta soprattutto dalle pressioni di mio padre, anche lui grande sportivo nonché ex maratoneta, mi affacciai al magico mondo del running. All’inizio non fu semplice. Correre sembra facile, e lo è, per 60 secondi forse,  ma se non sei allenato è difficile tenere il ritmo e percorrere distanze decenti…Ma non mi scoraggiai e con qualche tabella di marcia raffazzonata in qualche giornale iniziai ad allenarmi abbastanza costantemente e riuscii pian piano ad aumentare il minutaggio e a migliorare la mia resistenza in pista. Dopo anni e anni di nuoto a livello agonistico, ero ormai stufa delle gare e tutto volevo fuorchè rimettermi a stressarmi con allenamenti finalizzati a competizioni di qualsiasi tipo, e per questo motivo ne restai sempre lontana. Fino a che, mi vergogno un po’ a dirlo, una decina di anni fa partecipai alla mia prima e unica gara e lo feci a pagamento, proprio così! Il mio babbo era così voglioso di vedermi in pista che mi offrì 50 euro, (o 50 mila lire non ricordo) per partecipare al Vivicittà di Cagliari. Erano 12 km che portai a termine, tra le ultime posizioni ovviamente, ma che mi consentirono oltre che di guadagnarmi la “pagnotta” (grazie babbo!), di vivere un’esperienza indimenticabile. E’ bello confrontarsi con altri atleti e lo è ancor di più a livello amatoriale in cui l’unico obiettivo comune è divertirsi e non importa arrivare primi o ultimi. Correre a Cagliari

Molti dicono che la corsa è una droga, e che quando inizi non ne puoi più fare a meno. Bene, lo confermo. Non è una sensazione facile da spiegare, ma per me il running, e lo sport in generale, rappresenta una vera e propria medicina, una sorta di dovere morale, che deve per forza di cose occupare una parte sostanziale del mio tempo e della mia vita.  Molta gente mi chiede perché sia così fissata, che senso abbia allenarmi senza avere obiettivi. Di fatto non partecipo né a gare né tantomeno ho tabelle super impegnative da seguire. Ma per me correre è semplicemente un modo per sentirmi bene con me stessa ed essere felice. Correre riporta allo stato primordiale dell’individuo, ti dà quel senso di libertà che nient’ altro può darti (tranne una nuotata al mare, sia chiaro).  Capisco che correre in posti belli e soleggiati sia meglio che percorrere chilomentri tra lo smog e il traffico delle metropoli, ma con la giusta motivazione ed una buona immaginazione si può ovviare anche a questi inconvenienti. Io ho la fortuna di essere nata e cresciuta in una città fantastica e posso assicurare che correre sul lungomare è una delle cose più belle che io possa regalare a me stessa. Purtroppo però da otto anni ho lasciato la splendida città di Cagliari e confesso che allenarsi a Milano non è così facile (caldo torrido d’estate, pioggia negli altri mesi e freddo pungente in inverno) ma in qualche modo bisogna arrangiarsi e spesso mi tocca ripiegare sull’alienante tapis roulant, ma l’importante è non mollare e tenere sempre viva la motivazione.

Correre è uno sport bellissimo perché ti regala momenti che sono tuoi e solo tuoi. Ti fa riappropriare di una porzione di  tempo della tua vita per stare solo con i tuoi pensieri. Mentre corri puoi cantare, pensare e immaginare e credo che ciò sia bellissimo. Ma allo stesso tempo la corsa ti può permettere di fare sempre nuovi incontri , conoscere compagni di running che ti stimolano a fare sempre meglio negli allenamenti e soprattutto che si possono trasformare in reali amicizie fuori “dal campo”.

Correre è benessere,  star bene, vivere in armonia con sé stessi,  e sentirsi liberi.
Per tutto questo non posso più fare a meno di questo “stupendissimo” sport.

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