Shopping ecosostenibile: essere fashion e rispettare la natura si può

Essere alla moda senza danneggiare l’ambiente: una raccolta di consigli

Anche la moda, come molte altre attività che l’uomo svolge, può essere causa di danni e stress per l’ambiente che ci circonda.

Basti pensare a indumenti che vengono prodotti a spese degli animali, come pellicce, cappelli e borse, oppure a molti altri indumenti che, per arrivare nei nostri armadi, subiscono un processo di preparazione che annovera l’utilizzo di materiali di sintesi la cui produzione richiede una quantità di energia incredibile al nostro pianeta.
Se sei una persona che ama la moda e lo stile ma allo stesso tempo un convinto ambientalista, devi necessariamente leggere i consigli che seguono: è possibile associare la passione per la moda all’amore per l’ambiente in numerosi modi.

Vediamoli tutti.

Camiceria Xacus

Il ritorno in auge del vintage

Quel vecchio capo della tua mamma che è da anni conservato nell’armadio, o i blue jeans di papà in perfetto stile anni ’70 che non fanno altro che prendere polvere nel guardaroba ora possono finalmente tornare a brillare di luce propria.

Sembra infatti che negli ultimi anni stia particolarmente tornando di moda l’abbigliamento vintage, quindi capi che non si vedevano più in giro da molto tempo sono improvvisamente apprezzati e ricercati.

Quindi, perché andare a comprare vestiti nuovi (che certamente hanno un impatto più o meno evidente sull’ambiente) quando quelli dei nostri cari con più anni di noi possono ancora essere sfruttati?
Sullo stesso filone di pensiero si colloca anche il mondo dei mercatini: in tutta Italia, ma anche in molte capitali europee, sono particolarmente diffusi dei mercati che vendono abiti di seconda mano, molti dei quali griffati, a prezzi molto convenienti, in alcuni casi stracciati.

Prima di procedere con l’acquisto è sempre bene controllare lo stato generale del prodotto e accertarsi che ciò che ci viene detto sia veritiero. Con questo metodo si possono avere molti effetti positivi:

  • Si contribuisce a rispettare l’ambiente, non avendo necessità di acquistare capi sintetici
  • Si favorisce la diffusione dell’abbigliamento vintage, il che spinge anche altre persone a utilizzare vestiti di seconda mano
  • Si riaccende l’interesse nei confronti di capi griffati, soprattutto se venduti a prezzi bassi

La regola base: non gettare via nulla

Che sia un jeans strappato, una maglia con alcune macchie o una camicia bucherellata, la prima regola per contribuire a rispettare l’ambiente pur vestendosi in modo innovativo e originale è non gettare via nulla, poiché tutto può essere riciclato.

Con un po’ di fantasia, gli attrezzi giusti e il supporto di qualche individuo più esperto (se proprio hai paura di combinare guai) è possibile ritagliare le parti migliori di alcuni capi, come nel caso di camicie, per farne foulard, copricapi, sciarpe e molto altro.

Se invece possiedi dei jeans strappati non gettarli via, poiché oggi vanno molto di moda pantaloni che presentano strappi e tagli; e se invece il danno è presente in punti particolari oppure è troppo esteso per poter essere considerato alla moda, puoi optare per riparazioni fai-da-te oppure puoi acquistare delle toppe in cotone che si stanno diffondendo enormemente nei negozi per coprire il danno e donare un tocco di originalità al tuo look. In questo caso più che mai è sufficiente un po’ di fantasia.

Il desiderio di acquistare

Nel caso in cui tu abbia una stretta necessità di acquistare capi nuovi, cerca di spendere i tuoi soldi in negozi o boutique che offrono capi a prezzi accessibili ma prodotti in Italia e con materiali sostenibili, riciclabili e ad impatto ambientale minimo o nullo, come la Camiceria Xacus : in questo modo supporterai il famoso Made in Italy, rispetterai l’ambiente e non dovrai rinunciare ad avere uno stile impeccabile.

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